DL AIUTI: BONUS DA 200 EURO A PIÙ DI UN ITALIANO SU DUE, MA C’È L’INCUBO CRISI
15 LUGLIO 2022
Fonte: Confcommercio
Dopo la Camera, anche il Senato ha concesso la fiducia sul provvedimento, ma il Movimento 5 Stelle è uscito dall’Aula aprendo così la via alla crisi di governo. Draghi si dimette, Mattarella lo rimanda in Parlamento.
Dopo quella ottenuta il 12 luglio scorso la Camera, anche il Senato ha concesso il 14 luglio la fiducia (172 sì, 39 no, nessun astenuto) sul decreto aiuti, il provvedimento pubblicato in Gazzetta ufficiale il 5 maggio scorso e approvato il 3 maggio precedente dal Consiglio dei ministri. Nel decreto vengono stanziati 17 miliardi di euro per aiutare lavoratori, pensionati e disoccupati con redditi fino a 35mila euro a far fronte all’aumento dei prezzi.
M5S non vota la fiducia in Senato
Il provvedimento, che sarebbe scaduto il 17 luglio prossimo, può ora essere convertito in legge. Ma c’è un grosso problema politico perché, come annunciato alla vigilia, il Movimento 5 Stelle non ha partecipato al voto di fiducia aprendo così di fatto la via alla crisi di governo, visto che il premier Draghi aveva già annunciato che senza il voto dei “grillini” non sarebbe stato possibile andare avanti. Dopo il voto a Palazzo Madama il presidente del Consiglio è salito al Quirinale per dimettersi, trovando però il “niet” di Mattarella che, si legge in una nota del Colle, “non ha accolto le dimissioni e ha invitato il presidente del Consiglio a presentarsi al Parlamento per rendere comunicazioni, affinché si effettui, nella sede propria, una valutazione della situazione che si è determinata a seguito degli esiti della seduta svoltasi oggi presso il Senato della Repubblica”.
I giochi, dunque, sembrano riaprirsi. Draghi dovrebbe riferire sulla crisi mercoledì al Senato: sarà l’occasione chiesta dal capo dello Stato per la ‘valutazione della situazione’. Tra le ipotesi, anche quella di un governo di scopo che chiuda la legislatura almeno portando a casa la legge di Bilancio del 2023 con le riforme del Pnrr e garantisca all’Italia i fondi messi a disposizione dall’Europa.
Conftrasporto plaude all’approvazione
L’approvazione definitiva del decreto Aiuti mette al sicuro i 500 milioni di euro a favore dell’autotrasporto. “Il Governo mantiene l’impegno assunto con la categoria ,e alle imprese dell’autotrasporto verrà concesso il credito d’imposta”, commenta il presidente di Conftrasporto-Confcommercio, Paolo Uggè, che guida anche la Fai (Federazione degli Autotrasportatori Italiani), che sottolinea come il tema del caro gasolio legato all’autotrasporto sia stato citato in ben otto interventi nel corso degli interventi dei senatori in occasione del voto di fiducia sul provvedimento.
“È sicuramente un risultato importante, che dimostra la positività del confronto con il Governo, che adesso continuerà sul fronte delle regole sul lavoro e per la sicurezza nel settore, così come previsto dal protocollo d’intesa”, prosegue Uggè, che non risparmia una stoccata a chi non ha creduto nella forza del dialogo: “evitiamo che i diffusori di menzogne possano ingannare i trasportatori, perché ora i fondi per i maggiori costi sostenuti dalle imprese per il caro gasolio ci sono. I 500 milioni approvati al Senato vanno ad aggiungersi ai circa 400 milioni già stanziati precedentemente alle imprese”.
Fipe: “commissioni buoni pasto, è legge il tetto al 5%”
“Con l’approvazione del Dl Aiuti al Senato diventa legge il tetto del 5% alle commissioni a carico degli esercenti (bar, ristoranti, esercizi di vicinato, supermercati e ipermercati) nelle gare per l’acquisto dei buoni pasto destinati ai dipendenti pubblici”. Lo ricorda Fipe-Confcommercio sottolineando che “la prossima gara Consip del valore di oltre 1,2 miliardi di euro sarà quindi il vero banco di prova per valutare l’efficacia di queste nuove regole nel segnare una profonda discontinuità con le precedenti gare che hanno portato a commissioni addirittura superiori al 21 per cento”. Si tratta ” del primo risultato del lavoro che ha visto unite le associazioni della ristorazione e del commercio – Ancc-Coop, Ancd-Conad, Federdistribuzione, Fida, Fiepet-Confesercenti e Fipe-Confcommercio – per rispondere al disagio di migliaia di imprese costrette a pagare una tassa occulta del valore di centinaia di milioni di euro per assicurare il servizio ai lavoratori che utilizzano ogni giorno il buono pasto”.
Il secondo obiettivo, prosegue la Federazione, è “quello della riforma strutturale del sistema dei buoni pasto, per intervenire anche sulle gare private che oggi non sono interessate dal provvedimento appena approvato e che, tuttavia, valgono due terzi del mercato. Occorre adottare modelli di regolazione mutuati da altri Paesi europei, mettendo al centro la salvaguardia del valore reale del buono pasto, da quando viene acquistato dal datore di lavoro a quando viene speso dal lavoratore. Ed è bene ricordare che questo strumento prevede già importanti vantaggi sia per il datore di lavoro con la decontribuzione, sia per il lavoratore con la defiscalizzazione”.
In vista della prossima legge di bilancio, conclude Fipe, “proseguirà l’interlocuzione con il Mef per porre fine alle pesanti distorsioni che oggi caratterizzano il mercato dei buoni pasto in Italia”.
Il bonus da 200 euro
Misura faro del provvedimento è il bonus da 200 euro che sarà erogato a poco più della metà della popolazione italiana. Arriverà direttamente nelle buste paga di luglio di 13,7 milioni di lavoratori dipendenti e di 13,7 milioni di pensionati. Gli altri dovranno fare domanda all’Inps: lavoratori domestici (750mila), disoccupati (1,1 milioni), co.co.co (270mila), lavoratori stagionali, dello spettacolo o intermittenti (300mila), percettori del reddito di cittadinanza (900mila).
Per i lavoratori autonomi (vedi la presa di posizione di Confcommercio prima del via libera definitivo) è stato invece istituito un fondo ad hoc da 500 milioni (erano 400 nella stesura precedente) e le modalità di erogazione saranno stabilite da un decreto apposito che verrà messo a punto entro 30 giorni dal Ministero del Lavoro. La copertura finanziaria sarà assicurata dalla tassa al 25% sugli extraprofitti delle aziende energetiche, che sale dal 10% al 25%, che darà un gettito da 6,5 miliardi di euro.
Tra le nuove misure troviamo anche: l’ampliamento della platea dei beneficiari dello sconto in bolletta esteso anche al terzo trimestre 2022 e l’introduzione di crediti d’imposta a scaglioni (dal 10 al 25%) per il consumo energetico delle imprese. Su quest’ultimo punto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, ha subito chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze di correggere la norma che vincola al “de minimis” i crediti d’imposta per le imprese sui consumi di elettricità e gas. L’appello è stato subito accolto dal Mef, che in una nota del sottosegretario, Federico Freni, ha rassicurato che in tempi brevissimi verrà corretta.
Per quanto riguarda il superbonus 110%, il governo non ha concesso nessuna proroga, ma ha ammesso che le cessioni (delle quali rimane il massimo a quattro) allarghino il proprio raggio d’azione. La quarta potrà infatti essere effettuata dalle banche a qualsiasi partita Iva diversa dal consumatore finale. La norma avrà inoltre effetto retroattivo, per dare la possibilità di sbloccare i vecchi crediti e liberare capienza fiscale alle banche. Il Movimento 5 Stelle aveva chiesto di eliminare la responsabilità in solido, sollevando così le banche cessionarie da responsabilità per eventuali irregolarità correlate ai crediti ceduti. Al momento sia il Mef che Palazzo Chigi non hanno dato il via libera alla proposta. Il problema era trovare i 3 miliardi necessari per rendere operativa la modifica.
Tensioni anche sul reddito di cittadinanza, per il quale è stata approvata la stretta che stabilisce che anche i datori di lavoro privati potranno proporre offerte ai beneficiari della misura. Inoltre, in caso di doppio rifiuto, i possessori del RdC saranno costretti ad accettare la terza proposta di lavoro, pena la perdita del beneficio. La richiesta, arrivata da Forza Italia e appoggiata da Insieme per il futuro, ha scatenato le proteste del Movimento 5 Stelle, insieme alla questione sull’inceneritore di Roma.
Per aiutare lavoratori e studenti arriverà anche un buono per i trasporti pubblici da 60 euro, utilizzabile fino a dicembre, che verrà erogato in modalità informatica. Previsti anche:
- poteri speciali al commissario per il Giubileo, con la possibilità di realizzare il termovalorizzatore a Roma;
- la cessione multipla dei crediti edilizi da parte delle banche (ma potranno cederli solo ai propri clienti professionali o agli istituti capogruppo);
- aiuti alle imprese danneggiate dalla guerra;
- fondi per mitigare il caro-materiali negli appalti pubblici.
Di seguito la lista completa dei beneficiari del bonus, i requisiti necessari per richiedere l’agevolazione e le modalità di pagamento.
| Beneficiari Bonus 200 euro | Requisiti | Modalità di pagamento |
| Lavoratori dipendenti | Almeno una mensilità dell’esonero come previsto dall’art.1, comma 121, legge 30 dicembre 2021, n. 234 | Automaticamente nella busta paga di luglio 2022 |
| Pensionati | Titolari di trattamenti con decorrenza entro il 30 giugno 2022 e con un reddito non superiore a 35mila euro | Nella pensione di luglio 2022 (insieme alla 14esima per chi ne ha diritto) |
| Colf e badanti | Uno più rapporti di lavoro a partire dal 18 maggio 2022 | Erogazione su domanda a luglio 2022 |
| Nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza | Non avere nel nucleo un componente che già beneficia dell’indennità | Integrazione automatica nella mensilità di luglio 2022 |
| Beneficiari di disoccupazione NAPSI o DisColl | Aver percepito l’indennità a giugno 2022 | Erogazione in automatico dell’INPS |
| Beneficiari della disoccupazione agricola | Aver ricevuto l’indennità durante il 2022 | Erogazione in automatico dell’INPS |
| Titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa |
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Su domanda dell’INPS |
| Lavoratori dello spettacolo che percepiscono il bonus di 2.400 euro del primo Dl Sostegni | Aver ricevuto l’indennità del decreto legge n. 41/2021 | Erogazione in automatico dell’INPS |
| Lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti (di cui agli art. 13-18 del Dl 15 giugno 2015) |
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Su domanda dell’INPS |
| Lavoratrici e lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo |
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Su domanda dell’INPS |
| Lavoratori autonomi, senza partita Iva, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e titolari, nel 2021, di contratti autonomi occasionali |
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Su domanda dell’INPS |
| Incaricati alle vendite a domicilio |
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Su domanda dell’INPS |
